PROGETTI SPECIALI

PROCESSO EICHMANN

Il progetto integrale degli atti processuali del processo Eichmann
ha preso vita attraverso 4 volumi di carattere antologico,
pubblicati dal 2014 al 2016

MARK TWAIN OPERA OMNIA

Nel 2014 – dopo una serie di titoli sparsi pubblicati negli anni –

prende il via il progetto ambizioso e visionario di

tradurre tutta l’opera di Mark Twain.
Il progetto non segue un ordine cronologico ed è

curato da Livio Crescenzi.

CENTOTRENTACINQUE
Collana diretta da Filippo Tuena

La collana centotrentacinque esce in occasione
del cxxxv anniversario della fondazione della casa editrice,
con una tiratura di 135 copie numerate con numeri arabi,
più 15 con numeri romani e fuori commercio.
La collana è disponibile al pubblico
sul sito della casa editrice.

  Il soldato ferito. Nel corso di una certa battaglia, un soldato a cui un colpo di cannone aveva asportato una gamba, implorò un altro soldato che correva accanto a lui di portarlo nelle retrovie, informandolo della perdita che aveva subìto; al che il generoso...

William Dean Howells e Mark Twain furono amici per più di quarant'anni, a partire da quando l'autore del Mississippi si presentò alla sede dell'Atlantic Monthly per ringraziare Howells della recensione favorevole fatta a un suo libro. Pubblicato per la prima volta nel 1910, poco dopo la morte di Twain, questo My Mark Twain - Reminiscences è il ricordo struggente di un'amicizia fatta di incontri e di viaggi, pubblicazioni e imprese. Uno sguardo affettuoso che racconta un'epoca e un grande scrittore, un documento imprescindibile per capire Twain e per godere a pieno del suo acuto umorismo e della sua leggerezza, ma anche per comprendere il suo tormento, il suo ateismo, le sue debolezze, le sue paure.   | Mi chiedo perché spesso odiamo così tanto il passato," gli dissi. "È così dannatamente umiliante," rispose lui, come parlando dal profondo della propria coscienza. Ogni uomo onesto dovrebbe dirlo a proposito del proprio passato. Ma sono pochi gli uomini onesti quando si tratta di parlare di se stessi. Twain era uno di quelli. | W.D.H.   A CURA DI: Nicola Manuppelli PAGINE: 116

È Natale in una California tormentata dalle piogge, e cosa starà per raccontare di così importante un certo dottore, «avvicinando la sedia al fuoco, e guardando dolcemente ma con fermezza il semicerchio di testoline bionde intorno a lui», ammonendo i piccoli che non vuole essere interrotto pena la somministrazione, alla seconda domanda, di una dose generosa di olio di ricino, o l’amputazione degli arti al primo bimbo che avesse osato muovere una gamba o un braccio? Fantasmi natalizi, à la manière di Dickens, insomma, Bret Harte, il cantore della vita dei pionieri, l’amico e il rivale di Mark Twain, si mostra in questi racconti natalizi sotto una veste inconsueta, quasi un Charles Dickens del West.

 

|Persino conciato così, lacero, con la barba lunga e non rasata, con un braccio che gli pendeva inerte al fianco, Santa Claus arrivò a Simpson’s Bar e cadde svenuto sulla soglia della capanna. Subito dopo, l’alba del giorno di Natale si levò lentamente, sfiorando le cime più lontane con il calore rosato dell’amore ineffabile. | B. H.

 

A CURA DI: Livio Crescenzi & Marta Viazzoli

PAGINE: 172

La Terra Santa: il viaggio in Medio Oriente, e in modo particolare in Palestina. Mark Twain deplora insistentemente la miseria e lo squallore palestinese, evidentemente ignorando come la fine della Guerra civile avesse prodotto un abbattimento del prezzo mondiale del cotone. Tutto è miserabile e angusto in Palestina, e il giovane MT che da bambino s’era fatta un’idea grandiosa dei luoghi biblici, in Terra Santa ha una delusione appresso all’altra. E nemmeno nella Città Santa di Gerusalemme lo scetticismo di MT si placa: pur rivelando una sincera riverenza per il luogo della crocifissione, MT manifesta invece il suo scetticismo verso l’artificiosa identificazione di tutti quei luoghi sacri in cui non avverte ‘nulla di genuino’. Insomma MT torna a casa con una Bibbia diversa in alcuni suoi dettagli geografici e antropologici, grazie al confronto con la Palestina moderna.

 

| Da queste parti ci si sente costantemente come se si vivesse più o meno nell’anno 1200 a.C. – o ancora prima, al tempo dei patriarchi. Si è circondati dallo scenario della Bibbia – la stessa gente, con stesse vesti fluenti e gli stessi sandali – la stessa impressionante solennità religiosa e lo stesso silenzio che aleggiano sul deserto, ed ecco che all’improvviso, in uno scenario simile, arriva questo fantastico assembramento di yankee dagli occhiali verdi. | M. T.

  TRADUZIONE DI: Livio Crescenzi PAGINE: 264

Questo è il volume edito da Mattioli 1885 ormai 4 anni fa, di grande successo, più volte ristampato e ora esaurito. Seconda parte degli estratti da The Innocents Abroad, colossale libro di viaggio pubblicato a puntate nel 1869, questi capitoli dedicati all’Italia sono particolarmente interessanti. Il viaggio, a bordo del piroscafo Quaker City, portò Mark Twain in numerose tappe lungo le coste del Mediterraneo fino alla Terra Santa, passando anche per Milano, Genova, Pisa, Roma, Napoli e molte altre località. Non sperate di trovare un elogio della cucina italiana però: Twain riesce a sorprendere anche qui, difendendo la cucina americana anche di fronte a un piatto di pasta.

Ad accompagnare questa edizione, alcune illustrazioni tratte dall’edizione originale.

 

| Mi piacerebbe molto fermarmi qui, se non dovessi proseguire il viaggio. In Europa è anche possibile che ci siano donne più belle, ma ne dubito. La popolazione di Genova è di 120.000 abitanti, di cui due terzi sono donne, credo, e per almeno due terzi si tratta di creature bellissime. | M. T.

  TRADUZIONE DI: Licio Crescenzi PAGINE: 208

Mark Twain si presenta subito, fin dalle prime pagine, con la sua insofferenza nei confronti degli yankee suoi compagni di viaggio, bigotti e in gran parte molto più vecchi di lui. Con questo primo volume inizia il lungo viaggio di MT nel Vecchio Mondo, che subito gli appare come un museo di morti e d’incomprensibili tesori artistici, accumulati in secoli di latrocinio cattolico, mentre i poveri morivano di fame. E inizia, pagina dopo pagina, la contrapposizione con l’America, vista invece come un fenomenale teatro all’aria aperta, scenario perfetto per un nuovo modello di società e di sviluppo. Un libro di viaggio nel Vecchio Mondo, certo, ma quasi – e forse soprattutto – come mt enuncia fin dall’esordio del libro, uno spietato repulisti del proliferare di luoghi comuni, di sdilinquimenti e “rapimenti stantii” dei tanti volumi pubblicati prima di quella ‘letteratura di viaggio’ - già diffusa in America - sull’Europa e le sue pretese meraviglie. MT dichiara sin dall’inizio che il suo sarà uno sguardo diretto e spregiudicato delle cose, così come apparvero all’autore in Europa e in Medio Oriente.

 

| Non appena il sole è iniziato a tramontare abbiamo attraversato velocemente un’infinita distesa di fiori profumati e di cespugli fioriti, e poi, emozionati, felici e pensando quasi che fosse solo il capriccio di un bellissimo sogno, ecco che siamo giunti nella magnifica Parigi. | T. T.

  TRADUZIONE DI: Livio Crescenzi PAGINE: 164

Consigli alle bambine Una magnifica carrellata su alcuni degli aspetti più grotteschi della vita quotidiana, come le poesiole che   agli annunci mortuari, i consigli da dare alle bambine, i manuali di conversazione in lingua straniera, i lampi di genio dei ‘duenni’, per finire con il ritratto di re Guglielmo III corredato da un disegno autografo di Mark Twain stesso. E poi il più lungo Paradiso? O Inferno? A cosa condannerà due povere vecchie l’angelo del Giudizio? Perché è innegabile che le due timoratissime donne abbiano mentito spudoratamente, ma talvolta il dire bugie è un atto addirittura di carità cristiana. Ecco, nemmeno Mark Twain sa cosa risponde l’angelo, al quale viene dedicato un capitolo intero... di una sola riga.

 

| Se tua madre ti dice di fare una cosa, è sbagliato risponderle che non ne hai nessuna intenzione. È più opportuno annunciare che farai quello che ti ha ordinato, per poi comportarti tranquillamente secondo le decisioni del tuo giudizio che è infinitamente migliore.| m. t.

  A CURA DI: Livio Crescenzi PAGINE: 136