Babbitt: tra i migliori 100 romanzi di tutti i tempi (The Guardian).

Non solo Il Grande Gatsby di Francis S. Fitzgerald ha descritto in maniera implacabili fasti e macerie morali di quella “età dell’oro”, ricca di contraddizioni, che sono stati gli Anni Venti americani. Dall’altra parte, negli stessi anni lo scrittore statunitense Sinclair Lewis nel 1922 pubblicò Babbitt che oggi torna in ...
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Ci sono personaggi che non se ne vanno mai.

Ci sono personaggi che non se ne vanno mai. Personaggi crea
ti da scrittori - e come in questo caso, è vero, resi immortali dal cinema - che sembrano avere un vita propria che va oltre le pagine di un libro o i titoli di coda di un film. Così la ...
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Una donna alla finestra – Drieu La Rochelle

Il signor Theodoris, fondatore della catena Grand Hôtel Theodoris, seduto in poltrona con indosso un’antiquata redingote, troneggiava nella hall dell’Acropolis, al centro del quadro con la cornice dorata. Quel grande albergo era stato la ragion d’essere della sua esistenza, e senza dubbio il pittore che lo aveva ritratto nel dipinto ...
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“Un tipo diverso di bellezza” – La letteratura di viaggio secondo Virginia Woolf

Virginia Woolf non ha mai scritto letteratura di viaggio così come la intendiamo oggi, anche se pubblicò sulle riviste alcuni brevi saggi dedicati alle sue esperienze all’estero. Ha però tenuto aggiornati i suoi diari per tutta la vita e scritto e ricevuto impressionanti quantità di lettere ovunque si trovasse, tranne ...
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Una Collana che si chiama Light

75 titoli in dieci anni. È un traguardo per noi. La collana ha ospitato testi inediti di grandi autori, alcune scoperte, alcune riscoperte, e sicuramente molti capolavori. In più ogni anno è uscito un volume dedicato al Natale, sempre pescando nel patrimonio sterminato e prezioso dei grandi autori del passato ...
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Nuvole e Libri

Ecco fatto. Un'altra edizione di Più Libri Più Liberi si è chiusa. Contenti torniamo casa, pieni di idee e di stimoli: l'incontro coi nostri lettori è sempre importante e questi giorni a Roma sono stati densi di parole, sguardi, consigli, strette di mano: insomma siamo soddisfatti. Un grazie a tutti ...
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Mark Twain, Mark Twain, Mark Twain.

Il soldato ferito. Nel corso di una certa battaglia, un soldato a cui un colpo di cannone aveva asportato una gamba, implorò un altro soldato che correva accanto a lui di portarlo nelle retrovie, informandolo della perdita che aveva subìto; al che il generoso figlio di Marte, caricandosi sulle spalle ...
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Jack Engle e le Foglie d’erba: un Whitman sconosciuto e misterioso

La scoperta di questo romanzo perduto è in sé una storia bellissima: nel 2016 da Zachary Turpin, studioso dell’University of Houston che lavorava su enormi database che comprendono milioni di pagine di giornali del sec. XIX, inserisce alcuni nomi e frasi tratti da note frammentarie su un possibile romanzo relativo ...
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Il lusso del racconto secondo Irwin Shaw

Shaw - famoso per i suoi grandi romanzi - ha scritto alcuni dei racconti più belli della narrativa americana. La raccolta 'L'amore in una strada buia' che sarà in libreria nelle prossime settimane è un piccolo gioiello. Ed ecco cosa scrive lo stesso Shaw nella prefazione al volume a proposito ...
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40 gradi all’ombra? Sconto del 20% su tutti i Classici

Basta un click per ricevere - con il 20% di sconto e senza nessuna spesa di spedizione - uno dei nostri Classici direttamente sotto il vostro ombrellone. Jack London per fare la Rivoluzione inieme a lui? Forse A.B. Guhrie per i suoi cieli sconfinati? Rebecca West? Theodore Dreiser? Oppure Mark ...
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Charles Webb / Il Laureato

| Benjamin Braddock si laureò in un piccolo college dell’Est in un giorno di giugno. Prese un aereo e tornò a casa. La sera dopo i suoi genitori diedero una festa in suo onore.
Alle otto quasi tutti gli ospiti erano arrivati ma Benjamin era rimasto in camera sua. Suo padre lo chiamò dal piano terra ma lui non rispose. Così salì di corsa i gradini e arrivò in fondo al corridoio.
“Ben?” disse aprendo la porta della camera del figlio.
“Scendo tra poco,” disse Benjamin.
“Ben, gli invitati sono tutti arrivati,” disse suo padre. “Stanno aspettando.”
“Ho detto che scendo tra poco.”
Mr Braddock si chiuse la porta alle spalle.
“Che cos’hai?” chiese.
Benjamin scrollò il capo e si avvicinò alla finestra.
“Che cos’hai, Ben?”
“Niente.”
“Allora perché non vieni giù a salutare i tuoi ospiti?”
Benjamin non rispose.
“Ben?”
“Papà,” disse lui voltandosi, “ho altre cose per la testa.”
“Quali cose?”
“Altre cose.”
“Be’, vuoi dirmi di che si tratta?”
“No.”
Per qualche istante Mr Braddock fissò accigliato suo figlio, poi controllò l’orologio e tornò a guardare Benjamin. “Ben, sono i nostri amici,” disse. “Amici miei. Amici di tua madre. Non puoi trattarli così.”
“Digli che voglio restare un po’ da solo.”
“Mr Robinson è andato in garage a vedere la tua macchina nuova. Scendi, dai, e fagli fare un giro.”
Benjamin si frugò in tasca e tirò fuori un paio di chiavi lucide fissate a una catenella.
“Tieni” disse.
“Eh?”
“Dagli le chiavi. Falla guidare a lui.”
“Ma lui vuole vederti.”
“In questo momento sono io che non voglio vederlo,” disse Benjamin. “Non voglio vedere i Robinson, non voglio vedere i Pearson, non voglio vedere i… i Terhune.”
“Ben, sono diciassette anni che io e Robinson facciamo insieme gli avvocati in questa città. È il mio miglior amico.”
“Lo so.”
“Ha rinviato a domani un appuntamento con un cliente di Los Angeles, solo per poter venire qui a festeggiare.”
“Papà…”
“Non è stato gentile?”
“Sì, è stato gentile, ma vi sarei grato se mi lasciaste in pace.”
Suo padre scosse la testa.
“Non so che cosa ti abbia preso,” disse “ma qualunque cosa sia, voglio che tu esca di qui e scenda immediatamente.”
A quel punto la porta si aprì ed entrò la madre di Benjamin.
“Non sei ancora pronto?” disse.
“No.”
“Scendiamo subito,” disse suo padre.
“Be’, ma che succede?” disse lei, chiudendosi la porta alle spalle.
“Sto solo cercando di pensare!”
“Su, Ben,” disse suo padre. Lo prese per un braccio e cominciò a spingerlo verso la porta.
“Lasciatemi in pace, perdio!” esclamò Benjamin tirandosi da parte e fissandoli.
“Ben,” disse pacatamente Mr Braddock, senza abbassare lo sguardo, “non dire mai più una cosa del genere in presenza mia e di tua madre.”
Benjamin scosse il capo. Poi, passando tra loro, s’avviò verso la porta.
“Vado a fare quattro passi” disse. Uscì nel corridoio e si chiuse la porta alle spalle.
Percorse il corridoio e scese le scale a balzi, ma aveva appena raggiunto la porta d’ingresso e stava per girare la maniglia quando dal soggiorno sbucò Mr Terhune.
“Ben?” disse. “Voglio stringerti la mano.”
Benjamin annuì restituendogli la stretta.
“Perdio, sono orgoglioso di te!” disse Mr Terhune sempre tenendogli la mano.
Benjamin fece ancora un cenno col capo. “Grazie” disse. “Ora, se mi scusa, ma vado a fare una passeggiata. Sarò di ritorno tra poco.”
In fondo al corridoio apparve Mrs Pearson. “Oh Benjamin,” disse con un sorriso. Lo raggiunse e tirò su le braccia per fargli abbassare la testa e lo baciò. “Benjamin” disse, “sono senza parole.”
Benjamin annuì.
“Accidenti, sei stato proprio in gamba.”
“Non vorrei sembrare scortese” disse Benjamin “ma adesso speravo proprio di poter uscire a fare due passi.”
Con un bicchiere in mano Mr Robinson sbucò in fondo al corridoio. Cominciò a sorridere quando vide Benjamin e si fece largo tra la gente che aveva attorno per andargli a stringere la mano. “Diavolo, Ben, come va la vita?” disse. “Ti trovo in forma”.
“Sto bene.”
“Di’, è un bel giocattolo quello nel garage. Quel lavoretto italiano che il tuo vecchio ti ha regalato per la laurea.”
“È eccitante!” disse Mrs Pearson.
“Andiamo a farci un giro” disse Mr Robinson.
Benjamin mise una mano in tasca e prese le chiavi. “Sa usare un cambio manuale?” disse porgendogliele.
“Come?”
“Sa come funziona un cambio manuale?”
“Be’, certo” disse Mr Robinson. “Ma pensavo che mi avresti accompagnato tu.”
“Ora proprio non posso,” disse Benjamin. “Scusate.” Tese la mano verso la maniglia, la girò e spinse la porta. Stava per uscire quando Mr Carlson e sua moglie comparvero sulla veranda.
“Ah, eccolo qui in persona,” disse Mrs Carlson. Gettò le braccia al collo di Benjamin e se lo strinse al petto. “Ben?” disse, dandogli dei buffetti su una spalla, “spero di non metterti in imbarazzo se ti dico che sono terribilmente orgogliosa di essere tua amica.”
“Nessun imbarazzo,” disse Benjamin. “Ma adesso avrei delle cose da sbrigare e stavo giusto…”
“Qui c’è qualcosa per te,” disse Mr Carlson. Porse a Benjamin una bottiglia infiocchettata con un nastro rosso. “Spero che ti abbiano insegnato anche a bere, laggiù nell’Est.”
Mise un braccio sulle spalle di Benjamin e lo costrinse a rientrare in casa.
Benjamin si chinò per sfuggirgli e posò accanto alla porta la bottiglia di liquore.
“Sentite” disse. “Volete sì o no lasciarmi andare a fare due passi?”
“Come?”
“Scusate se non sono più socievole” disse Benjamin. “Vi ringrazio d’essere venuti ma…”
“Ora, Ben,” disse Mrs Carlson mentre il marito l’aiutava a togliersi il soprabito, “voglio che tu mi dica tutto di questo premio che hai vinto. È per l’insegnamento giusto?”
Benjamin afferrò la maniglia ma prima che potesse girarla si trovò a fianco suo padre che gli fece scivolare un braccio attorno alla vita. “Aggiustiamo tutto con un bicchierino” disse.
“Papà…”
“Su, Ben,” disse pacatamente suo padre. “Non vorrai fare una scenata proprio qui.”
“Allora lasciami uscire!”
“Andiamo” disse Mr Braddock allontanandolo dalla porta.
“Benissimo!” disse Benjamin. Passò davanti a suo padre ed entrò nel soggiorno, scuotendo la testa.
“Allora, Benjamin,” disse la donna.
Benjamin abbassò il capo.
“Non sei emozionato?”
Attraversò la stanza, salutando con un cenno molti altri ospiti, ed entrò nella sala da pranzo dove, sul tavolo, c’erano un vassoio carico di bottiglie, un secchiello pieno di cubetti di ghiaccio e alcuni bicchieri. Scelse uno dei più grandi e lo riempì fino all’orlo di bourbon. Bevve parecchi sorsi, poi chiuse gli occhi un momento e ne bevve altri. Tornò a riempire il bicchiere fino all’orlo e quando si voltò sua madre era di fronte a lui. |

Il Laureato. Charles Webb

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