Ci sono personaggi che non se ne vanno mai.

Ci sono personaggi che non se ne vanno mai. Personaggi crea
ti da scrittori - e come in questo caso, è vero, resi immortali dal cinema - che sembrano avere un vita propria che va oltre le pagine di un libro o i titoli di coda di un film. Così la ...
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Una donna alla finestra – Drieu La Rochelle

Il signor Theodoris, fondatore della catena Grand Hôtel Theodoris, seduto in poltrona con indosso un’antiquata redingote, troneggiava nella hall dell’Acropolis, al centro del quadro con la cornice dorata. Quel grande albergo era stato la ragion d’essere della sua esistenza, e senza dubbio il pittore che lo aveva ritratto nel dipinto ...
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“Un tipo diverso di bellezza” – La letteratura di viaggio secondo Virginia Woolf

Virginia Woolf non ha mai scritto letteratura di viaggio così come la intendiamo oggi, anche se pubblicò sulle riviste alcuni brevi saggi dedicati alle sue esperienze all’estero. Ha però tenuto aggiornati i suoi diari per tutta la vita e scritto e ricevuto impressionanti quantità di lettere ovunque si trovasse, tranne ...
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Una Collana che si chiama Light

75 titoli in dieci anni. È un traguardo per noi. La collana ha ospitato testi inediti di grandi autori, alcune scoperte, alcune riscoperte, e sicuramente molti capolavori. In più ogni anno è uscito un volume dedicato al Natale, sempre pescando nel patrimonio sterminato e prezioso dei grandi autori del passato ...
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Nuvole e Libri

Ecco fatto. Un'altra edizione di Più Libri Più Liberi si è chiusa. Contenti torniamo casa, pieni di idee e di stimoli: l'incontro coi nostri lettori è sempre importante e questi giorni a Roma sono stati densi di parole, sguardi, consigli, strette di mano: insomma siamo soddisfatti. Un grazie a tutti ...
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Mark Twain, Mark Twain, Mark Twain.

Il soldato ferito. Nel corso di una certa battaglia, un soldato a cui un colpo di cannone aveva asportato una gamba, implorò un altro soldato che correva accanto a lui di portarlo nelle retrovie, informandolo della perdita che aveva subìto; al che il generoso figlio di Marte, caricandosi sulle spalle ...
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Jack Engle e le Foglie d’erba: un Whitman sconosciuto e misterioso

La scoperta di questo romanzo perduto è in sé una storia bellissima: nel 2016 da Zachary Turpin, studioso dell’University of Houston che lavorava su enormi database che comprendono milioni di pagine di giornali del sec. XIX, inserisce alcuni nomi e frasi tratti da note frammentarie su un possibile romanzo relativo ...
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Il lusso del racconto secondo Irwin Shaw

Shaw - famoso per i suoi grandi romanzi - ha scritto alcuni dei racconti più belli della narrativa americana. La raccolta 'L'amore in una strada buia' che sarà in libreria nelle prossime settimane è un piccolo gioiello. Ed ecco cosa scrive lo stesso Shaw nella prefazione al volume a proposito ...
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40 gradi all’ombra? Sconto del 20% su tutti i Classici

Basta un click per ricevere - con il 20% di sconto e senza nessuna spesa di spedizione - uno dei nostri Classici direttamente sotto il vostro ombrellone. Jack London per fare la Rivoluzione inieme a lui? Forse A.B. Guhrie per i suoi cieli sconfinati? Rebecca West? Theodore Dreiser? Oppure Mark ...
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Il Laureato: prefazione di Paolo Cioni

Nel 1963, quando The Graduate esce in America, Webb ha solo ventidue anni. Ispirato forse a una reale relazione con una donna matura conosciuta a Pasadena, affascinante e sposata, il romanzo crea un piccolo scandalo ma ha un moderato riscontro di vendite. È infatti con l’uscita del film omonimo, diretto ...
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Ernest J. Gaines / Una lezione prima di morire

Non c’ero, ma ero lì. No, non andai al processo e non sentii il verdetto, perché fin dal primo momento sapevo come sarebbe andata. Eppure, in qualche modo, ero lì. Lo ero alla stessa maniera in cui lo eravamo tutti noi. Magari stavo seduto dietro a mia zia e alla madrina del ragazzo, oppure mi trovavo proprio accanto a loro. Entrambe sono donne grosse, ma quest’ultima è più grossa. È di media statura, un metro e sessanta, un metro e sessantacinque, ma pesa quasi cento chili. Non appena lei e mia zia trovarono da sedersi – due file dietro il tavolo dove stava lui, seduto con il suo avvocato d’ufficio – la madrina del ragazzo si fece immobile come un’enorme pietra o come uno dei nostri ceppi di rovere o di cipresso. Non si alzò mai una volta per prendere dell’acqua o per andare al bagno al piano interrato. Si limitò a rimanere lì, seduta, a osservare la testa completamente rasata del ragazzo che stava fermo, al tavolo davanti, in compagnia del suo avvocato.
Anche quando il ragazzo uscì per attendere il verdetto dei giurati, gli occhi di lei rimasero fissi in quella direzione. Non sentì nulla di ciò che si disse in aula. Né le parole del pubblico ministero, né quelle dell’avvocato difensore, né quelle di mia zia. (Oh, sì, una parola lei la sentì – una parola sicuramente la sentì: porco.) Fu mia zia – i cui occhi seguirono il pubblico ministero, mentre si spostava da un lato del tribunale all’altro e batteva il pugno sul palmo della mano, batteva il pugno sul tavolo su cui c’erano i suoi appunti, batteva il pugno sulla sbarra che separava i giurati dal resto del tribunale – fu mia zia, mia zia che seguì ogni mossa del ragazzo. Non la sua madrina. Lei non stava nemmeno ascoltando. Si era stancata di ascoltare. Sapeva – come tutti sapevano – quale sarebbe stato l’esito della vicenda. Un uomo bianco era stato ucciso durante una rapina e, anche se due dei rapinatori erano già morti sul posto, uno era stato catturato e anche lui sarebbe dovuto morire. Sebbene il ragazzo dicesse loro che no, no, lui non aveva niente a che fare con quella storia – lui stava andando al White Rabbit Bar & Lounge quando Brother e Bear lo avevano affiancato e gli avevano offerto un passaggio. E dopo che lui era salito in macchina, loro gli avevano chiesto se avesse dei soldi. E quando lui aveva detto loro che non aveva nemmeno un centesimo, allora Brother e Bear avevano iniziato a parlare di farsi mettere tutto sul conto, dicendo che il vecchio Gropé non si sarebbe fatto problemi a mettere una pinta di birra sul loro conto, dal momento che li conosceva bene, il vecchio Gropé, e sapeva che presto ci sarebbe stato da lavorare e loro sarebbero stati in grado di restituirgli i soldi.
Il negozio era vuoto, fatta eccezione per il vecchio bottegaio, Alcee Gropé, seduto su uno sgabello dietro il bancone. Fu lui a parlare per primo. Chiese a Jefferson come stava la sua madrina. Jefferson gli disse che la ‘nannan’ stava bene. Poi Gropé annuì con la testa. “Salutala da parte mia,” disse a Jefferson. Poi guardò Brother e Bear. Non gli piacevano. Non si fidava di loro. Jefferson poteva intuirlo dalla sua faccia.
“Cosa posso fare per voi, ragazzi?” Chiese.
“Una bottiglia di quella Apple White laggiù, signor Gropé,” disse Bear. Il vecchio Gropé prese la bottiglia dallo scaffale, ma non la mise sul bancone. Si era accorto che i ragazzi avevano già bevuto, e cominciò ad avere dei sospetti.
“Avete i soldi per pagarla?” chiese. Brother e Bear tirarono fuori tutti i soldi che avevano in tasca e li misero sul bancone. Il vecchio Gropé li contò con gli occhi. “Non sono abbastanza,” disse.
“Avanti, signor Gropé,” lo implorarono loro, “ci venga incontro. Lo sa che avrà indietro i soldi non appena ricomincerà la stagione.”
“No,” disse Gropé, “tutti abbiamo bisogno di soldi. Portate i soldi e avrete il vostro vino.” Poi si girò per rimettere la bottiglia sullo scaffale. Uno dei ragazzi, quello chiamato Bear, fece per girare attorno al bancone. “Fermati lì dove sei,” gli disse Gropé. “Torna indietro.” Bear aveva bevuto e aveva gli occhi lucidi; camminava barcollando lungo il bordo del banco, senza smettere di sorridere. “Torna indietro,” gli disse Gropé. “Te lo dico per l’ultima volta – torna  indietro.” Ma Bear non si fermò. Gropé si piegò velocemente verso il registratore di cassa, estrasse una rivoltella dal cassetto e sparò. Un attimo dopo un’altra arma rispose al fuoco. Quando tornò il silenzio, Bear, Gropé e Brother erano stesi sul pavimento, e soltanto Jefferson era rimasto in piedi.

 

Da ‘Una lezione prima di morire’

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