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Imputato Eichmann | 4

Interrogatori e contro interrogatori dello “spedizioniere della morte”

 

 

 

Dopo Cinquanta chili d’oro, Un fiore mi chiama e Posso stare in piedi, la serie di libri, inserita all’interno del progetto di edizione integrale degli atti prodotti durante il processo Eichmann, si conclude con un quarto volume dedicato all’uomo che dà il nome all’intero processo.

 

È l’udienza n.75 quando ha inizio la lunga deposizione di Adolf Eichmann. Un lungo interrogatorio e contro interrogatorio davanti alla corte distrettuale di Gerusalemme, durante il quale a parlare è proprio uno dei principali esecutori della politica antiebraica nazista. La sua è una difesa ostinata, testarda e monocorde, a tratti irritante, sorda a ogni sollecitazione, finanche snervante.

 

Eichmann era solo un cinico “spedizioniere della morte” come fu definito? Rappresentava l’assenza di una dimensione interiore etica della coscienza? Come prodotto dell’ideologia totalitaria, era davvero privo di qualsiasi specifico tipo di pensiero?

 

Il volume, attraverso le parole dell’imputato stesso, prova a dare una risposta a ogni domanda.

 

 

 

 

Prefazione di Riccardo Di Segni, Tommaso S. Sciascia e Ilio Mannucci Pacini

A cura di Livio Crescenzi

 

 

 

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