PROGETTI SPECIALI

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PROCESSO EICHMANN

Il progetto integrale degli atti processuali del processo Eichmann
ha preso vita attraverso 4 volumi di carattere antologico,
pubblicati dal 2014 al 2016

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MARK TWAIN OPERA OMNIA

Nel 2014 – dopo una serie di titoli sparsi pubblicati negli anni –
prende il via il progetto ambizioso e visionario di tradurre tutta l’opera di Mark Twain.
Il progetto non segue un ordine cronologico ed è curato da Livio Crescenz

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CENTOTRENTACINQUE
Collana diretta da Filippo Tuena

La collana centotrentacinque esce in occasione del cxxxv anniversario
della fondazione della casa editrice, con una tiratura di 135 copie
numerate con numeri arabi, più 15 con numeri romani e fuori commercio.
La collana è disponibile al pubblico sul sito della casa editrice.

John Smolens / Margine di fuoco (INCIPIT)

“La sua religione, se ne aveva una, era che le cose in questo mondo dovrebbero essere a piombo, in pari e a squadro. Aveva quarantaquattro anni e aveva vissuto la sua intera esistenza a Whitefish Harbor, nella Upper Peninsula del Michigan, un paesino su un promontorio collinare che si protende verso il Lago Superiore. Il suo nome completo era Joseph Pearl Blankenship Jr. Per distinguerlo dal padre – un marinaio canadese di una nave rinfusiera per il trasporto dei minerali grezzi, finito in mare durante una burrasca nel novembre del 1956 – sua madre lo aveva sempre chiamato Pearly. Il suo nome da nubile era Janet Hannine: sua madre era una ojibwa; suo padre, un minatore finlandese. Anche lei era morta in modo violento, nella primavera del 1974. Mentre tornava a casa in macchina da Marquette durante una tormenta, un camion betoniera aveva sbandato, finendo nella sua corsia e scontrandosi frontalmente con la sua Ford Fairlane. L’unica consolazione per Pearly era che l’impatto fosse stato talmente violento da non dare nemmeno il tempo al suo cervello di registrare il dolore, mentre il motore dell’automobile faceva finire il suo corpo sul sedile posteriore; tuttavia, lui era certo che vi fosse stato un momento – la famigerata frazione di secondo – in cui la vista del camion in arrivo l’aveva terrorizzata.
A volte, Pearly era convinto di poterli vedere entrambi: sua madre, spiaccicata e maciullata al punto da risultare irriconoscibile, e suo padre, gonfio e alla deriva nelle acque fredde e profonde del Lago Superiore. Era convinto che vivessero ancora là dove erano morti. Suo padre era nel posto migliore. Dopo la sua morte, sua madre si era trasformata in una donna taciturna e acida e – non c’era da stupirsi – in una bevitrice. Pearly sperava che, se suo padre era riuscito a trovare un rifugio sul fondo del suo amato Lago Superiore, sua madre, quantomeno, potesse concedersi un bicchiere di whiskey, una birra. Visto come erano morti i suoi genitori, Pearly sospettava che anche lui sarebbe morto in modo violento.”

Da ‘Margine di fuoco’

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