Sinclair Lewis

Babbit

18.00

In questo romanzo, ambientato negli anni Venti, si delinea il ritratto di un uomo di mezza età, imprigionato dal conformismo. Babbitt (1922) è il ritratto dell’americano medio con i suoi mutevoli umori, il suo conformismo, la sua noia, i suoi vani tentativi di evasione. Agente immobiliare, imbevuto di ogni mediocrità borghese, un po’ alla volta inizia a uscire dalla monotona vita che conduce, una vita tutta al servizio degli affari e dell’efficienza, tutta chiesa presbiteriana e famiglia per vivere strane avventure.

 

| Per George F. Babbitt, come per la maggior parte dei cittadini benestanti di Zenith, l’automobile era poesia e dramma, amore ed eroismo. L’ufficio era la sua nave corsara, ma l’auto, l’auto era il suo strumento per la pericolosa ricognizione sulla terraferma. | s. l.

 

TRADUZIONE: Livio Crescenzi

PAGINE: 472

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ISBN: 978-88-6261-659-1 Collana:

Harry Sinclair Lewis (1885-1951) Laureatosi a Yale, lavorò nel mondo dell’editoria e del giornalismo fino al primo grande successo ottenuto con Main street (1920). Fra i suoi temi la provincia del Middle West, la nuova borghesia, materialista, immemore del passato e sradicata dalla terra. Nel 1930 ottenne, primo letterato americano, il premio Nobel.