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Al centro del dialogo epistolare di Verdi con il suo editore Ricordi negli anni tra il 1886 ed il 1888 stanno la creazione della partitura di Otello ed i complessi preparativi per la sua prima esecuzione, che avverrà alla Scala di Milano il 5 febbraio 1887. Questi preparativi riguardano anche la parte visiva dello spettacolo, ma sopratutto la scelta dei tre interpreti principali, la loro preparazione sia come musicisti che come attori. L’inevitabile distanza tra la concezione originale e la sua concreta attuazione sul palcoscenico provocherà nel proseguo del tempo e con il succedersi delle rappresentazioni dell’opera in Italia e all’estero anche le amare riflessioni dell’autore; e la dirittura morale di Verdi non esiterà a manifestarsi nei confronti dello sleale comportamento dell’editore nei confronti di Romilda Pantaleoni, la prima Desdemona.
Verdi prende anche una parte attiva durante la metamorfosi nella struttura della casa editrice – da stabilimento familiare a società in accomandita -; la trasformazione si completa con l’acquisto, proprio in quel giro di tempo, della rivale Casa Lucca. Il tutto sullo sfondo di vicende familiari grandi e piccine, che provocano confidenziali sfoghi da parte di Giulio Ricordi.
I documenti che formano questo carteggio ricostruiscono in maniera incomparabile uno spezzato della vita artistica, imprenditoriale ed umana nell’Italia verso la fine del XIX secolo.
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