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MARK TWAIN OPERA OMNIA

CENTOTRENTACINQUE

Meuccio Ruini

Diari e memorie dal fronte (1915-1918)

13.00

“Ricordi di vita e di guerra: di guerra vissuta…Ma le mie, se sono anche impressioni vive, minute, personali, come vivevo e combattevo al fronte, sono per più della metà zeppe di notazioni tecniche, burocratiche, contabili: su come si faceva ad amministrare la guerra. C’è un po’ di tutto. Non sono scritte per essere lette da altri. Né in alcuni punti…rileggibili da me. Non riesco a capire quel che scrivevo allora. Neppure ricordare esattamente le date. Scrivevo ogni giorno al fronte, ma anche di quanto era avvenuto non pochi giorni prima; e poi salti e previsioni per l’avvenire.
I librettini li ho scritti quando ero sottotenente del Genio geniere; ma quando divenni bersagliere non ebbi più il tempo di aggiornarli. Vi sono appunti e paginette disordinate che non riuscirei ora a mettere in ordine. Viene dopo una specie di sunto, che stesi in convalescenza a Sanpaolo, come indice e traccia di una stesura più ampia e completa; che avrebbe dovuto venir dopo. Ma anche qui non ne feci poi nulla. Restano documenti e lettere che ricevevo allora; ho conservato quelle del mio brigadiere-generale Ceccherini. Da ultimo, sento di dover metter la motivazione della medaglia al valore”.

 

A CURA DI: Giovanni Fontanesi

PAGINE: 160

ISBN: 978-88-6261-662-1 Collana:
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Meuccio Ruini (Reggio Emilia 14 dicembre 1877 – Roma 6 marzo 1970). Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, nel 1899 entrò nell’amministrazione dello Stato e nel 1912 divenne direttore generale per il Mezzogiorno presso il Ministero dei Lavori Pubblici.

Nel 1904 aveva aderito all’ala riformista del Partito Socialista Italiano e nel 1907 era stato eletto consigliere comunale a Roma e provinciale a Reggio Emilia. Nel 1913 fu eletto deputato per la lista radicale nel collegio di Castelnuovo Monti, determinando una rottura con il Partito Socialista.

Prese parte al dibattito sulla partecipazione italiana alla prima guerra mondiale su posizioni fieramente interventiste, e allo scoppio del conflitto si arruolò come volontario, meritandosi l’elogio di Francesco Saverio Nitti e del generale Diaz e ottenendo una medaglia d’argento al valor militare. Nel 1917 entrò come sottosegretario all’Industria nel governo Orlando. Nel secondo governo Nitti fu ministro delle Colonie. Fu Ministro dei Lavori pubblici nel terzo governo Bonomi, Ministro della ricostruzione nel governo Parri e nel 1945 divenne Presidente del Consiglio di Stato. Venne eletto deputato alla Costituente e membro della Commissione dei 75.

Nel 1953 fu per pochi giorni Presidente del Senato. Il 2 marzo 1963 il Presidente della Repubblica Antonio Segni lo nominò Senatore a vita.