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Tra la fine del XIX secolo e il Primo Conflitto Mondiale, Persia e Afghanistan – territori già in parte controllati dagli Imperi Russo e Britannico – divennero l’obiettivo geostrategico ed economico dell’Impero Tedesco e di quello Ottomano. Per raggiungere lo scopo, Berlino non utilizzò la forza delle armi ma fece ricorso ad un gruppo di esploratori militari che, tra il 1914 e il 1916, furono inviati a “guadagnarsi” la fiducia dei sovrani di quelle immense, desolate, ostili, ma strategiche aree. Questi uomini, poco noti al grande pubblico, dimostrarono doti decisamente fuori dal comune e non certo inferiori a quelle mostrate in Arabia, più o meno nello stesso periodo, dal celebre T.E. Lawrence. Ma se su Lawrence d’Arabia sono stati versati fiumi di inchiostro, ben poco ne è stato concesso, almeno in Italia, ai vari Wassmuss, Klein, Hentig o Niedermayer, tanto per citare alcuni dei protagonisti di questo libro.
Questo breve testo tenta di rendere giustizia a questi personaggi che, tra mille traversie, giunsero quasi a ribaltare le sorti del Primo Conflitto Mondiale.
Una storia che si snodò attraverso deserti torridi e ripide catene montuose popolate da tribù ostili. Una storia di uomini ardimentosi e inghiottiti, per loro stessa volontà, in un vasto, e a quel tempo quasi ignoto, spazio incastonato nella mitica Asia di Mezzo.
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