Mark Twain

Finalmente Parigi

16.00

Mark Twain si presenta subito, fin dalle prime pagine, con la sua insofferenza nei confronti degli yankee suoi compagni di viaggio, bigotti e in gran parte molto più vecchi di lui. Con questo primo volume inizia il lungo viaggio di MT nel Vecchio Mondo, che subito gli appare come un museo di morti e d’incomprensibili tesori artistici, accumulati in secoli di latrocinio cattolico, mentre i poveri morivano di fame. E inizia, pagina dopo pagina, la contrapposizione con l’America, vista invece come un fenomenale teatro all’aria aperta, scenario perfetto per un nuovo modello di società e di sviluppo.
Un libro di viaggio nel Vecchio Mondo, certo, ma quasi – e forse soprattutto – come mt enuncia fin dall’esordio del libro, uno spietato repulisti del proliferare di luoghi comuni, di sdilinquimenti e “rapimenti stantii” dei tanti volumi pubblicati prima di quella ‘letteratura di viaggio’ – già diffusa in America – sull’Europa e le sue pretese meraviglie.
MT dichiara sin dall’inizio che il suo sarà uno sguardo diretto e spregiudicato delle cose, così come apparvero all’autore in Europa e in Medio Oriente.

 

| Non appena il sole è iniziato a tramontare abbiamo attraversato velocemente un’infinita distesa di fiori profumati e di cespugli fioriti, e poi, emozionati, felici e pensando quasi che fosse solo il capriccio di un bellissimo sogno, ecco che siamo giunti nella magnifica Parigi. | T. T.

 

TRADUZIONE DI: Livio Crescenzi

PAGINE: 164

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ISBN: 978-88-6261-694-2 Collana:

Mark Twain è lo pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens (1835-1910). Umorista, scrittore e conferenziere, Twain è considerato uno dei padri della narrativa americana. Tra i suoi numerosi capolavori, si ricordano Le avventure di Tom Sawyer (1876), Le avventure di Huckleberry Finn (1885), Un americano alla Corte di Re Artù (1889).