Nathanael Hawthorne

Frammenti dal diario di un uomo solitario

7.90

Protagonista di questi racconti, Oberon è un artista mediocre e solitario e in definitiva alter ego dell’autore, al punto che proprio con questo nome Hawthorne firmava in gioventù le lettere inviate al suo miglior amico. Nel primo testo, Il diavolo nel manoscritto (1835), Oberon è posseduto dal demone dell’arte, ma è respinto dagli editori, e questo gli procura vergogna e angoscia. Il tentativo di distruggere per sempre queste storie, frutto della fatica di notti insonni, porterà invece ben altra distruzione. Frammenti dal diario di un uomo solitario (1837) fornisce due anni più tardi l’occasione di ascoltare invece la voce stessa di Oberon, uomo e artista solitario, che ci racconta la follia dell’arte e della vita e lo sgomento di un impossibile ritorno a casa.
 
| Credo che il mondo sia migliore di quanto pensassi un tempo.Nellamiamente sono germogliati nuovi fiori, come succede nell’estate indiana. L’inverno non ne distruggerà la bellezza, perché sono rinfrescati dalle brezze e dalla pioggia che soffia e cade nei giardini del Paradiso. | N.H.
 
TRADUZIONE: Nicola Manuppelli

PAGINE: 64

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ISBN: 978-88-6261-333-0 Collana:

(1804-1864) nasc e a Salem nel Massachusetts. Amico fraterno di Herman Melville, inizia giovanissimo a scrivere negli anni Trenta dell'Ottocento, in un'America chiusa e puritana, e si fa conoscere con diverse raccolte di racconti fra cui The Snow-Image, and other Twice-Told Tales e The Doliver Romance and Other Pieces da cui sono tratti i due racconti qui riproposti. Oltre ai numerosi racconti è autore di quattro romanzi scritti tra il 1850 e il 1860: La lettera scarlatta (1850), La casa dei sette abbaini (1851), The Blithedale Romance (1852) e Il fauno di marmo (1860).