Ambrose Gwinnett Bierce

Il club dei parenticidi

10.00

“Una mattina di giugno del 1872, all’alba, uccisi mio padre…” Un club, per l’appunto, in cui il denominatore comune dei quattro racconti è la voluttà d’aver fatto fuori i propri famigliari. Quanto di più corrosivo, quindi, tra umor nero, provocazione e cinismo, a proposito del tanto celebrato ‘focolare domestico’, all’ombra del quale anche ai nostri giorni sembrano covare le braci di odi e d’insofferenze inestinguibili. Si uccide con gusto, impassibilità ed efferatezza, in questi racconti, padri e madri, ma anche zii, cinesi, cani, bambini e passanti: in un certo senso possiamo dire che Ambrose Bierce ‘The Bitter’, con i suoi omicidi, preannuncia prima il surrealismo degli altrettanto implacabili Delitti esemplari di Max Aub, e poi tantissimi autori contemporanei.

 

| Un mattino di giugno del 1872, di buon’ora, uccisi mio padre – un gesto che, allora, mi fece una profonda impressione. La cosa avvenne prima che mi sposassi, quando vivevo ancora con i miei genitori nel Wisconsin. | a.b.

 

A CURA DI: Livio Crescenzi

PAGINE: 156

 

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ISBN: 978-88-6261-666-9 Collana:

Ambrose Gwinnett Bierce (1842-1913). È stato uno scrittore, giornalista e aforista statunitense, tra i più noti della San Francisco a cavallo tra il 1850 e i primi anni del xx secolo. Anche se deve la sua fortuna letteraria all’opera Dizionario del Diavolo, i suoi racconti sono considerati tra i migliori del xix secolo, in particolare quelli di guerra. Quelli fantastici invece, anticiparono lo stile del grottesco che sarebbe diventato un vero e proprio genere letterario nel xx secolo.