Il compromesso - Mattioli 1885

Elia Kazan

Il compromesso

15.90 €

Evangelos Arness, un uomo di mezza età, conduce una doppia vita: con lo pseudonimo di Evans Arness è un giornalista intransigente che lancia critiche severe alla società, mentre col nome di Eddie Anderson lavora in una grossa agenzia pubblicitaria e mentendo con slogan commerciali garantisce un tenore di vita decisamente borghese alla sua famiglia. Questo “compromesso” sembra funzionare a meraviglia, finché l’incontro con la giovane Gwen lo costringe a uscire da schemi e ipocrisie per guardarsi finalmente allo specchio: tra piccole tragedie domestiche, sbronze colossali, provocazioni e gesti liberatori, Evangelos/Evans/Eddie decide di gettare tutto all’aria, per provare a ricominciare a vivere.
Pubblicato nel 1967, Il compromesso anticipa con grande lucidità la rivolta contro quei valori della media borghesia contestati poi negli anni ’70, intuendo la sorte del sogno americano, ormai ridotto a incubo in technicolor.

| Per esser più precisi, non avevo nessun bisogno di case, di giardini, di piscine, di un ufficio, di una segretaria, di un telefono interno, di tre macchine e di un milione di dischi e di libri. Non avevo bisogno di altri vestiti. Nello stato d’animo in cui ero quella notte, non avevo neanche bisogno di mangiare. Potevo nutrirmi di aria umida e di visioni notturne. Mi sentivo il corpo più leggero, più sottile, più duttile e tutto sommato invincibile. | E.K.

 

TRADUZIONE: Ettore Capriolo

PAGINE: 544

VOLUME CARTACEO: 15.90€

EBOOK: 7.99€

Esaurito

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ISBN: 978-88-6261-306-4 Collana:

Elia Kazan è lo pseudonimo di Elias Kazanjoglou (1909-2003). Fondatore dell’Actors Studio e vincitore di cinque Premi Oscar, Elia Kazan è stato un regista di fama internazionale. Tra i suoi film più noti: Un tram che si chiama Desiderio, Fronte del porto, La valle dell’Eden. L’America non gli ha mai davvero perdonato il fatto di aver collaborato con la Commissione Mc-Carthy durante la “caccia alle streghe” che negli anni ’50 allontanò da Hollywood tanti attori e registi, accusandoli di essere filo-comunisti. I suoi libri, e in particolare Il compromesso, sono la testimonianza di quanto Kazan soffrì intimamente per il suo esilio da delatore. I suoi romanzi sono infatti indissolubilmente legati al suo percorso umano e artistico. Grande osservatore della società contemporanea, Kazan ha sempre scelto di scrivere non per divertire, ma per disturbare: “Credo che la letteratura sia in grado, anche in modo indiretto, di disturbare: cioè di cambiare un mondo che se lo accetti davvero così com’è, sei come minimo un idiota.”