Voltaire

Il terremoto di Lisbona

8.90

I sentimenti che suscita la catastrofe sembrano eterni. Nel 1755 Voltaire mise a nudo il terrore per la Natura maligna e la nostra incapacità di contrastarlo. I terremoti hanno una lunga storia scandita da date fatali e nomi di città distrutte e numeri di vittime. Ma dal punto di vista umano, dei riflessi emotivi e psicologici he l’evento suscita in noi, sembra al contrario che sia sempre lo stesso interminabile terremoto a ricordare all’uomo di non fidarsi toppo della vita, e che quella che consideriamo la nostra Terra, dove costruiamo case e ponti, campanili e ospedali, dovremmo considerarla come la groppa di un animale che a volte, chissà perché, si scrolla di dosso qualcosa.
 
| Come concepire un Dio che prima profonde ogni bene ai figli che ama e poi riversa su di loro i mali a piene mani? Un Dio è venuto tra di noi a consolare la nostra razza afflitta; ha visitato la terra e non l’ha cambiata. E mentre stiamo qui a ragionare le folgori che si sprigionano dalle viscere della terra fagocitano, inghiottono Lisbona. | V.
 
CON UNA LETTERA DI: Jean-Jacques Rousseau

TRADUZIONE: Livio Crescenzi

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ISBN: 978-88-6261-608-9 Collana:

(1694 - 1778), pseudonimo di François-Marie Arouet è stato un filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista francese. Il nome di Voltaire è indissolubilmente legato al movimento culturale dell’Illuminismo, di cui fu uno degli animatori e degli esponenti principali, insieme a Montesquieu, Locke, Rousseau, Diderot, d’Alembert, tutti gravitanti attorno all’ambiente dell’Encyclopédie. La vasta produzione letteraria di Voltaire si caratterizza per l’ironia, la chiarezza dello stile, la vivacità dei toni e la polemica contro le ingiustizie e le superstizioni.