John Galsworthy

Il vecchio mastino

10.00

La narrazione caustica della parabola discendente di un vecchio capitano, d’industria e di mare. Sylvanus Heythorp “è stato sulla breccia tutta la vita”, ma a ottant’anni si ritrova con un ingente debito, senza proprietà, e con molti nemici.
Attorno a lui si muovono una figlia devota e insipida contrapposta a una nipote illegittima e alla madre di questa, due donne procaci, svampite, ma vive.
E poi un anziano collega ormai ipocondriaco, che ha un figlio vanitoso che si innamorerà della nipote di Heythorp con esiti disastrosi. Ma il “vecchio mastino” nella vita ha visto e fatto di tutto: resiste, chiude gli occhi, tace, pensa, e nonostante l’età ha un disegno da perseguire, quale che sia il finale che lo aspetta.

 

| Era meravigliosamente silenzioso lì a quell’ora del giorno; solo lo scoppiettio delle braci, solo un lieve fruscio di vento tra gli alberi del parco. Ed era piacevolmente accogliente (…). Una buona giornata di lavoro. Un trionfo, aveva detto quel pivello. Sì. Un trionfo. | J. G.

 

A CURA DI: Silvia Lumaca

PAGINE: 152

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ISBN: 978-88-6261-682-9 Collana:

John Galsworthy (1867-1933) è stato uno scrittore e drammaturgo inglese. Nel 1932, poco prima di morire,  fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura per The Forsyte Saga. Sia la saga che la maggior parte dei suoi lavori ritraggono l’alta borghesia inglese, di cui Galsworthy evidenzia con durezza l’avidità mercantile, l’elitarismo, l’attitudine mercificatoria e il codice morale soffocante. È uno dei primi scrittori dell’età edoardiana a mettere in discussione questo ideale di società, tipico protagonista positivo del romanzo vittoriano. In Italia venne tradotto e molto apprezzato da Elio Vittorini.