La città più cupa del mondo - Mattioli 1885

Fëdor M. Dostoevskij

La città più cupa del mondo

10.00 €

In questo volume sono raccolti quattro testi di Fëdor Michajlovič Dostoevskij scritti nel 1847, subito dopo il successo del suo esordio letterario con Povera gente (1846), e nel 1873-74, appena prima del trionfo che segna gli ultimi anni della sua vita. Un successo determinato, oltre che dai romanzi, da una rubrica giornalistica, Diario di uno scrittore, diventata poi una rivista, da cui sono tratti tre dei testi contenuti in questa antologia. Protagonista del volume, la città di San Pietroburgo: Dostoevskij è uno dei principali responsabili del mito di Pietroburgo, città alla quale è legato da un sentimento di affetto e di repulsione che emerge in questi saggi con uno stile singolarissimo, divertito, polemico, velenoso, e che ci restituisce un Dostoevskij inedito, a duecento anni dalla nascita.

 

| Che giornata calda, che cielo limpido e bello! Ma non guardiamo il cielo, non c’è tempo. Abbiamo fretta, abbiamo fretta; il cielo non scappa via. Il cielo è un fatto noto, il cielo non è un fatto complicato; vivere una vita, invece, non è attraversare un campo. | F. M. D.

 

TRADUZIONE DI: Verdiana Neglia

CON UNA PREFAZIONE DI: Paolo Nori

PAGINE: 128

ISBN: 978-88-6261-838-0 Collana:

Fëdor Michajlovič Dostoevskij (1821-1881) è considerato uno dei più grandi scrittori e pensatori di tutti i tempi. Terminati gli studi, nel 1843 decise di occuparsi di letteratura. Per avere frequentato il circolo Petraševskij, dove si leggevano testi proibiti, nel 1849 fu arrestato e condannato a morte, condanna poi commutata in quattro anni di lavori forzati e sei di esilio in Siberia. Nel 1859 tornò a Pietroburgo e, ottenuta l’autorizzazione a ricominciare a scrivere, pubblicò Memorie del sottosuolo (1864), Delitto e castigo (1866) e Il giocatore (1866). Lasciata la Russia per debiti, all’estero scrisse l’Idiota (1869) e I demoni (1873). Tornato in patria, tra il 1878 e il 1880 pubblicò I fratelli Karamazov. Morì all’inizio del 1881.