Emilia Pardo Bazán

La goccia di sangue

8.00

| All'improvviso mi percorse un brivido. Ciò che notai non era nulla che non potesse essere giustificato con una facile e banale spiegazione; ma la mia fantasia volava e,
incapace ormai di trattenerla, ne ero trascinato. Sullo sparato della camicia di Andrés, quasi coperta dal panciotto, c'era una minuscola macchiolina rossa, viva come un labbro acceso dall'amore: una goccia di sangue appena caduta. | E.P.B.
 
TRADUZIONE E POSTFAZIONE: Silvia Di Cataldo

PAGINE: 96

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ISBN: 978-88-89397-50-0 Collana:
Rassegna Stampa

TRADUZIONE E POSTFAZIONE

Silvia Di Cataldo

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nasce a La Coruña nel 1851. Terminati gli studi nel collegio francese di Madrid, Emilia pubblica nel 1876 la sua prima opera letteraria Estudio crítico de Feijoo. La lettura di P. A. de Alarcón e di Juan Valera la stimolano alla composizione del suo primo romanzo: Pascual López (1879). Nel 1882 pubblica sulla rivista "La Época", una serie di articoli su Zola e il romanzo sperimentale che, riuniti nel volume La cuestión palpitante (1883) la annoverano tra i primi sostenitori del naturalismo in Spagna. Sullo stesso piano polemico e formativo seguono opere come La revolución y la novela en Rusia (1887), Polémica y estudios literarios (1892), e La literatura francesa moderna (1910). Dal 1891 al 1893 è redattrice della rivista "Nuevo teatro crítico." Il naturalismo della Pardo Bazán si manifesta, oltre che nei saggi, anche nei romanzi: Un viaje de novios (1881) e La tribuna (1882) marcano il punto di massima affinità dell'autrice al metodo naturalista. El cisne de Vilamorta (1885) rappresenta una parentesi all'interno di questa orientazione, riannodata con Los pazos de Ulloa (1886-87), La madre naturaleza (1887), Insolación (1889), Morriña (1889). Mostrano un'evoluzione verso il simbolismo e lo spiritualismo di fine secolo: Una cristiana (1890), La prueba (1890), La piedra angular (1891), La quimera (1905), La sirena negra (1908), Dulce dueño (1911). Identica evoluzione presentano i suoi racconti e romanzi brevi, più di cinquecento pubblicati in riviste e volumi: Cuentos de mi tierra (1888), Cuentos escogidos (1891), Cuentos de Marineda (1892), Cuentos sacroprofanos (1899) Un destripador de antaño (1900). La Pardo Bazán è, inoltre, autrice di libri di viaggio: Al pie de la torre Eiffel (1889), Por Francia y pos Alemania (1889), Por la España pintoresca (1895), Por la Europa católica (1902); e di biografie: San Francisco de Asís (1882), Hernán Cortés (1914). Proiezione sociale del suo lavoro di scrittrice è l'attività femminista svolta come direttrice e divulgatrice della "Biblioteca de la Mujer." Come membro del consiglio dell'Istruzione Pubblica resse, dal 1916, la cattedra di letteratura romanza all'Università di Madrid, creata espressamente per lei. Morì a Madrid nel 1921.