Arthur Conan Doyle

La maledizione dei Baskerville

16.00

Sherlock Holmes non ha mai proferito la nota frase “Elementare, Watson!’’, non ha mai indossato la mantellina né calzato il cappello a doppia tesa chiamato deerstalker, ma soprattutto il celebre ‘mastino’ dei Baskerville non è affatto un cane mastino. C’era bisogno, insomma, di una nuova traduzione di questo immortale romanzo. Una versione filologicamente corretta che tenesse conto, soprattutto, dei problemi che può incontrare il lettore italiano.

 

| Anche solo per dimensioni e potenza, era una creatura terribile quella che giaceva allungata davanti a noi. Non era un segugio di razza pura, e non era nemmeno un mastino purosangue; ma pareva piuttosto un incrocio dei due, magro, selvaggio e grosso quanto una piccola leonessa. Perfino ora, nella rigidità della morte, pareva grondare fiamme bluastre dalle fauci spalancate, e i piccoli occhi infossati erano cerchiati di fuoco. | A.C.D.

 

TRADUZIONE: Alessandra Calanchi

PAGINE: 256

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ISBN: 978-88-6261-633-1 Collana:

Arthur Ignatius Conan Doyle (1859-1943). È il padre della letteratura poliziesca. Laureatosi in medicina nel 1881 coltiva sin da giovane la sua passione letteraria e pubblica i suoi primi scritti già nel 1879. Il suo personaggio più celebre è senza dubbio il grande detective Sherlock Holmes, ma la sua produzione letteraria è di assai più ampio respiro. Oltre ad essere stato corrispondente di guerra, giornalista ed esperto di spiritismo, ha dato vita ad una serie di cicli letterari di incredibile fascino ed attualità tra i quali ricordiamo quelli di Sir Nigel, del Brigadiere Gérard e del Professor Challenger.