Christopher Blayer

Lo zaffiro viola

9.00

Rubato da un ufficiale dell’esercito britannico durante l’ammutinamento indiano del 1855, il temibile zaffiro giunse in Inghilterra e fu causa delle più tremende sciagure per chiunque ne venne a contatto. Impossibile liberarsene: anche se venduto, regalato, smarrito, tornava sempre nelle mani del suo proprietario per perseguitarlo fino alla fine dei suoi giorni. Incastonato in un complesso amuleto studiato allo scopo di neutralizzarne gli effetti malefici è tutt’oggi depositato in quel tempio della scienza che è il Museum of Natural History di Londra. Questo racconto – ispirato a una storia vera – è tratto da una serie di documenti raccolti sotto il titolo di The Purple Sapphire and other Posthumous Papers pubblicati nel 1921.

 

| La rimozione dell’imbottitura rivelò una scatola in legno di sandalo. Dentro, perfettamente aderente, ce n’era un’altra. Ne contammo sette, una dentro l’altra. Nell’ultima, la più piccola, c’era lo Zaffiro Viola. Si trattava senza dubbio della più perfetta pietra che avessi mai visto. | C.B.

 

A CURA DI: Gianluca Salvatori

PAGINE: 80

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ISBN: 978-88-6261-630-0 Collana:

Christopher Blayre è uno dei tanti pseudonimi di Edward Heron-Allen (Londra, 1861 - Selsey, 1943) incredibile personaggio inglese che ha dedicato la sua vita ai più disparati interessi. Scienziato di primissimo piano, biologo marino, esperto nell’arte della fabbricazione di strumenti musicali ad arco, autore di numerosi saggi sull’arte della lettura della mano, membro dei servizi segreti britannici durante la seconda guerra mondiale, autore di vari scritti sull’archeologia e la storia locale del suo paese, coltivatore di asparagi dalle incomparabili virtù nonché primo traduttore del Rubaiyat of Omar Khayyam in lingua inglese.