Hamlin Garland

Moccasin Ranch

10.00

In un avamposto nella sconfinata prateria, fra le baracche dei pionieri, in un luogo in cui l’evento più importante è l’arrivo della posta settimanale, giunge una donna sposata e bellissima. Colpisce tutti per il suo aspetto e per un’inquietudine femminile nello sguardo e nei movimenti che non sfugge al bellimbusto del luogo, un agente immobiliare che si occupa delle concessioni fondiarie. Il marito della donna, proprio come un dottor Bovary, è un inetto, a cui tutto va per il verso sbagliato.
Questo il nucleo di una Madame Bovary della prateria, con un finale però inaspettato e lontano dal puritanesimo brusco e spiccio dei pionieri.
A questo racconto si abbina Una madre pioniere, un sentito ritratto di una madre – dalla “voce cristallina da soprano” che si alzava durante i cori domenicali – nelle parole del figlio.

 

| Tutt’intorno s’era levato un ruggito tumultuoso, soffuso, impetuoso, bisbigliante, unito a un vago rumore, un sibilo, un fruscio come il passaggio di misteriose creature alate e invisibili. Sentiva la sua donna tremare per il freddo, ma lei non pronunciò più alcuna parola di lamento. | H. G.

 

A CURA DI: Livio Crescenzi e Marta Viazzoli

PAGINE: 124

Condividi questo libro con gli amici

Email
ISBN: 978-88-6261-689-8 Collana:

Hamlin Garland (1860-1940). Cresciuto tra le durezze della vita del Middle West, espresse la propria reazione contro la colorazione romantica data a quella vita dalla letteratura, facendone una rappresentazione di aspro realismo nel suo primo libro, la raccolta di racconti Main-travelled roads (1891), e in opere successive, specialmente nel romanzo A spoil of office (1892). Continuò a trattare i conflitti individuali e sociali del suo paese in numerosi romanzi. Scrisse poi due opere autobiografiche: A son of the Middle Border (1917) e A daughter of the Middle Border (1921).