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Il clima della Corte Ducale sulla questione ebraica, riposava sulla politica del Du Tillot, che, nel riordino degli studi universitari nella seconda netà del ‘700, chiamò a Parma nella Cattedra diTeologia Giovanni Bernardo De Rossi, piemontese, al massimo della fama come orientalista e biblista, in possesso della lingua ebraica e delle altre lingue collaterali, che realizzò il fondo di orientalistica con una vasta presenza di testi ebraici soprattutto manoscritti, accanto a testi etiopici, palmireni, in giudaico-tedesco, gotico, tibetano e georgiano, presso la Palatina. Il patrimonio curato da De Rossi – acquistato dalla Duchessa per farne dono alla Palatina – ebbe in seguito un curatore ben degno: il piacentino Don Pietro Perreau, che si dedicò alla lingua ebraica ed alla sua storia descrivendo anche i 55 manoscritti ebraici del fondo derossiano. Fu liberale e patriota, e sottoscrisse per primo l’Indirizzo dei Religiosi Piacentini a Vittorio Emanuele II nel 1859. In questo clima si realizzarono le riforme a favore degli Ebrei in età napoleonica, rappresentata a Parma dal Neypperg.Dopo la caduta di Napoleone e la scomparsa del Neypperg, la legislazione parmense sugli ebrei non mutò,ma col favore della Duchessa Maria Luigia si realizzarono due importanti iniziative editoriali.Dalla TipografiaDucale nel 1833 venne stampata in folio la Tavola Sinottica de’ precetti della lettura ebraica, con l’Esercizio pratico di scrittura in caratteri fusi ebraici, svolta in lettere latine.Dieci anni dopo uscì la Rivista Israelitica: Giornale diMorale, Culto, Letteratura e Varietà diretta Cesare Rovighi di Modena, presso la Stamperia Carmignani di Parma: fu la prima rivista Ebraica stampata in Italia, di cui riproduciamo la collezione completa del pubblicato. Il I° numero è del maggio, pubblicato nell’ottobre 1845, e chiuse nell’ottobre 1847, dopo essersi distinta anche nel dar seguito alle aperture verso le novità liberali del Pontificato di Pio IX, aprendo un dialogo con il mondo cattolico. In pieno ’48, Rovighi si propose di riprendere la pubblicazione della Rivista, che non ebbe seguito.