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Gli interventi proposti da questo numero di Studi Verdiani costituiscono un ampio ventaglio di studi che affrontano numerosi aspetti dell’opera verdiana e del suo contesto. Benoît Louriou esamina le musiche di scena composte da Alexandre Piccini per il dramma Lucrèce Borgia di Victor Hugo, di cui è stato recentemente scoperto a Montpellier l’intero set delle parti orchestrali. Mila De Santis analizza il Brindisi de La traviata mettendolo in relazione, anche per contrasto, con il genere operistico a cui appartiene e con la tradizione letteraria ad esso sottesa. Anselm Gerhard si occupa di un ambito poco frequentato della drammaturgia musicale verdiana: la caratterizzazione dei personaggi attraverso la costruzione di specifici profili melodici con riferimento al Simon Boccanegra e ai personaggi di Fiesco e Simone. Gerardo Guccini riprende la vexata quaestio
del baritono verdiano nel contesto, finora completamente inesplorato, dei rapporti tra Leone Giraldoni e François Delsarte. Laura Protano-Biggs prende in esame l’impatto culturale dell’introduzione della luce elettrica alla Scala (1883). Il volume comprende anche due recensioni di respiro saggistico: la prima, di Renato Meucci, che commenta alcuni aspetti che emergono dal Carteggio Verdi-Morosini; la seconda, di Vincenzina Ottomano, che discute il metodo e i risultati ottenuti da Gundula Kreuzer nell’importante libro Verdi and the Germans (2010).