Francis Scott Fitzgerald

Trimalchio

13.90

La prima versione perduta de Il Grande Gatsby.
 
Originariamente Fitzgerald aveva pensato di intitolare il romanzo Trimalchio ispirandosi al personaggio del famoso Satyricon di Petronio. Come nel Satyricon, vediamo rappresentato un impero – gli Stati Uniti – sull’orlo di una crisi, dove valori e vizi hanno finito per confondersi. Si tratta di un libro molto diverso dal Grande Gatsby. Due capitoli (il sesto e il settimo) sono stati interamente riscritti nella versione successiva e le parti restanti sono state nettamente modificate. Diversa è la voce di Nick Carraway, meno affabile e più implicato, e la caratterizzazione dei personaggi, diverso il misterioso passato di Gatsby. Un libro significativo per capire il modo di scrivere di Fitzgerald. Come Petronio, Fitzgerald ha saputo trovare tra le rovine della nostra civiltà una luce per comprenderne il significato e un personaggio simbolo del destino umano.
 
| Daisy e Gatsby ballarono. Era la prima volta che vedevo il mio amico ballare.
Avevano entrambi un fare molto solenne, come se stessero praticando una specie di rito – forse stavano pensando a qualche altra notte d’estate in cui avevano ballato insieme nei vecchi, tristi giorni struggenti della guerra. | F.S.F.
 
A CURA DI: Nicola Manuppelli
PAGINE: 192

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ISBN: 978-88-6261-343-9 Collana:

Nato a Saint Paul nel 1896 e morto a Hollywood nel 1940, fu il massimo esponente di quella che venne definita 'L'età del jazz'. In poco più di vent'anni di carriera scrisse un centinaio di racconti e romanzi, come Il grande Gatsby, capaci di fotografare in pieno il periodo inquieto che sta a cavallo fra i due conflitti mondiali. È oggi riconosciuto fra i classici della letteratura mondiale.