Mark Twain / Autobiografia del cavallo di Buffalo Bill

Sono il cavallo di Buffalo Bill. Ho trascorso la mia vita sotto la sua sella – con lui sopra, anche, e pesa più di novanta chili, senza i vestiti; e non vi dico quanto pesi quando si trova sul sentiero di guerra e, alla cintola, porta l’artiglieria. È alto più di un metro e ottanta, è giovane, non ha un grammo di carne flaccida, è dritto, pieno di garbo, elastico nei movimenti, rapido come un gatto, e ha un bel viso, lunghi capelli neri che gli arrivano sulle spalle, ed è piacevole da vedere; nessuno è più coraggioso di lui, e nessuno più forte, a parte me. Sì, chiunque dubiti che sia piacevole da vedersi dovrebbe osservarlo tutto acconciato con pelli di daino, sul mio dorso, e il fucile che gli fa capolino da sopra la spalla, in cerca di un’orma nemica, con me che vado come il vento e i suoi capelli fluenti che gli sfuggono da sotto la larga falda del cappello. Sì, è proprio uno spettacolo da ammirare – e anch’io ne faccio parte.

Da ‘autobiografia del cavallo di Buffalo Bill’

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