PROGETTI SPECIALI

PROCESSO EICHMANN

Il progetto integrale degli atti processuali del processo Eichmann
ha preso vita attraverso 4 volumi di carattere antologico,
pubblicati dal 2014 al 2016

MARK TWAIN OPERA OMNIA

Nel 2014 – dopo una serie di titoli sparsi pubblicati negli anni –

prende il via il progetto ambizioso e visionario di

tradurre tutta l’opera di Mark Twain.
Il progetto non segue un ordine cronologico ed è

curato da Livio Crescenzi.

CENTOTRENTACINQUE
Collana diretta da Filippo Tuena

La collana centotrentacinque esce in occasione
del cxxxv anniversario della fondazione della casa editrice,
con una tiratura di 135 copie numerate con numeri arabi,
più 15 con numeri romani e fuori commercio.
La collana è disponibile al pubblico
sul sito della casa editrice.

Scommessa su un fantino morto / Irwin Shaw (incipit)

 

“Quando il telefono squillò, Lloyd Barber era sdraiato nel letto e leggeva France-Soir. Erano solo le due del pomeriggio, ma pioveva da cinque giorni filati, e in ogni caso lui non aveva nessun posto in cui andare. Stava leggendo un articolo sulla situazione del campionato di rugby. Non andava mai alle partite di rugby, e non era minimamente interessato alle posizioni delle squadre di Lille, o di Pau, o di Bordeaux, ma aveva letto ogni altra pagina del giornale. La stanza era piccola e buia e fredda, perché tra le dieci del mattino e le sei di sera il riscaldamento non era disponibile, e lui se ne stava disteso sul materasso bitorzoluto del letto a due piazze, senza scarpe, ricoperto dal suo soprabito.
Rispose al telefono, e l’uomo della reception al piano di sotto, disse: “C’è una signora che vorrebbe vederla, Monsieur Barber.”
Barber si guardò velocemente nello specchio sopra lo scrittoio, di fronte al letto. Avrebbe voluto avere un aspetto migliore.
“Ha detto come si chiama?” chiese.
“No, Monsieur. Devo chiederlo?”
“Non importa” disse Barber. “Scendo subito.”
Riattaccò il telefono e si mise le scarpe. Indossava sempre prima la sinistra, per scaramanzia. Si abbottonò il colletto e si sistemò la cravatta, notando che era sfilacciata sul nodo. Si infilò la giacca e tastò le tasche, per controllare se ci fossero delle sigarette. Non ce n’erano. Scrollò le spalle e scese al
piano di sotto, lasciando accesa la luce, di proposito, perché il proprietario aveva sempre da ridire sulla bolletta.
Nella stanzetta accanto all’atrio, Maureen Richardson era seduta in una di quelle lussuose poltrone sbiadite dal tempo che gli hotel parigini di infima categoria forniscono alla loro clientela per scoraggiare un’eccessiva convivialità al piano terra. Nessuna delle lampade era accesa e, dalla strada umida di pioggia, una scura e lugubre luce verdastra filtrava attraverso le tende polverose. Quando Barber l’aveva incontrata per la prima volta, durante la guerra e appena prima che lei sposasse Jimmy Richardson, Maureen era una giovane e bella ragazza, con gli occhi azzurri, luminosi e un po’ ingenui.”

Traduzione di Chiara Voltini