Stephen Crane, il veggente con il dono di saper estrarre il significato dalla superficie delle cose.

Ernest Hemingway e H.G. Wells consideravano Stephen Crane il primo scrittore moderno degli Stati Uniti. Hemingway arrivò a dire che considerava il romanzo The Red Badge of Courage «uno dei più bei libri della nostra letteratura, […] perché è soprattutto da considerare come un grande poema». H.G. Wells giudicò invece La scialuppa (uno dei due racconti che trovate nel volume Il piccolo reggimento appena arrivato nelle librerie) come «fuori da ogni discussione, il vertice di tutta l’opera di Crane».

Wells fu ancora più esplicito nell’affermare che indubitabilmente Crane è stato «il miglior scrittore della nostra generazione e con la sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nella nostra letteratura». Crane era morto ad appena ventinove anni, stroncato dalla tubercolosi.

Se non bastasse, scrittori come Conrad e James, ma anche appartenenti a generazioni seguenti come Robert Frost, Ezra Pound e Willa Cather, hanno riconosciuto in lui uno dei migliori spiriti creativi del suo tempo.

Conrad scrisse che Crane è stato un artista e «un veggente con il dono di saper estrarre il significato dalla superficie delle cose e di percepire in modo incomparabile le primordiali emozioni». Se volete approfondire, trovate tutto nel lungo ricordo di Crane scritto da Conrad e che pubblicammo qualche anno fa come appendice al volume intitolato L’Hotel Azzurro (2012).

 

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