Virginia Woolf / Qui è rimasto qualcosa di noi

Carbis Bay – 11 agosto –
Con un senso di incantamento, ieri abbiamo occupato i nostri posti sul treno della Great Western, il mago che ci avrebbe trasportati in un altro mondo, quasi in un’altra epoca. Sarebbe stato piacevole credere che, da quando vi abbiamo posato gli occhi dieci [undici] anni fa, questo angolino di Inghilterra avesse dormito sotto l’incantesimo di qualche stregone, e che le sue foglie non fossero state mosse dal soffio del cambiamento, né le sue acque agitate. Allora, vi avremmo ritrovato intatto il nostro passato, come se per tutto questo tempo fosse stato difeso e custodito perché noi potessimo un giorno ritornarvi – non importa da quanto lontano. Sono state molte le estati passate a St Ives; non è forse ragionevole credere che, come da lontano abbiamo serbato nell’animo il loro ricordo, così nel luogo esatto in cui le avevamo lasciate avremmo potuto recuperare qualcosa di tangibile della loro essenza?
Ah, com’è stato strano, in quel momento, osservare le sagome familiari di terra e mare dispiegarsi ancora una volta, come se la mano di un mago avesse sollevato la cortina che ci separava, e vedere nuovamente le forme silenti ma palpabili che per più di dieci anni avevamo visto soltanto in sogno o nelle visioni della veglia.

Da ‘Qui è rimasto qualcosa di noi’

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